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Nuovo Numero – Ottavo!

Nuovo Numero – Ottavo!

Pubblicato il 18 maggio 2012 in: News

Cari lettori,

Siamo felici di presentarvi il nuovo numero. L’ottavo!

L’Alligatore torna puntuale prima della sessione estiva, affrontando una serie di questioni estremamente attuali.
I fatti degli ultimi mesi ci hanno spinto a riflettere sul progetto di riforma del lavoro attualmente all’esame del Parlamento. In particolare due sono i temi affrontati: la questione dell’articolo 18 e quella del contratto a termine.
Volgendo lo sguardo alle ultime novità nell’ambito del diritto internazionale, vi proponiamo due approfondimenti: il caso Ferrini, alla luce della sentenza della Corte Internazionale di Giustizia del febbraio 2012, e la prima pronuncia della Corte Penale Internazionale che ha condannato il dittatore congolese Lubanga per crimini di guerra.
In materia penale è fervido il dibattito circa i confini del concorso esterno in associazione mafiosa, dopo la recente requisitoria del Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione Iacoviello. Nell’articolo proposto viene ricostruita l’evoluzione della giurisprudenza di legittimità in merito.
È presente, inoltre, una ricostruzione, anche sul piano costituzionale, della custodia cautelare in carcere, istituto, forse, oggi applicato senza tener conto delle rationes che lo giustificano.
Nella parte di diritto pubblico ci si interroga sull’opportunità di mantenere, anche dopo la riforma del titolo V della Costituzione, le Regioni a statuto speciale.
La sezione dedicata alle rubriche si apre con una riflessione sulla possibile applicabilità dell’articolo 3 CEDU in relazione alle tragiche vicende del G8 di Genova, partendo da un commento al nuovo film documentario di Vicari Diaz, don’t clean up this blood”.
In continuità con il numero precedente, pubblichiamo alcune considerazioni
sulla figura dell’avvocato, tra scienza e coscienza.
L’alligatore conclude con una guida pratica per chi sta cominciando a pensare alla tesi di laurea!
Come sempre ci auguriamo che L’Alligatore aiuti gli studenti della Facoltà di
giurisprudenza ad appassionarsi al diritto non solo come materia di studio
ma anche come strumento per affrontare criticamente l’attualità.
Con questo auspicio vi auguriamo una buona lettura e vi diamo appuntamen to alle iniziative di presentazione del nuovo numero.
Cercateci per partecipare: redazione@lalligatore.org

La redazione allargata

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‘Svuota carceri’

‘Svuota carceri’

Pubblicato il 8 marzo 2012 in: Penale

di Marcello Storzini. Alcune considerazioni sul Decreto ‘Svuota carceri’
Il 14 febbraio la ministra Severino ha ottenuto dalla Camera la conversione in legge del decreto ‘svuota carceri’. La notizia è affiorata pigramente tra i titoli dei tg serali, accompagnata dalle dichiarazioni impettite di qualche politico contrario al provvedimento.

Per capire in cosa consista la ‘svuota carceri’ dobbiamo prima risalire ad una legge del precedente esecutivo: nel 2010 la legge 199 previde che i detenuti con solo un anno di pena da scontare uscissero di galera e fossero messi ai domiciliari a casa propria. Erano esclusi dal provvedimento condannati per reati gravi come terrorismo, mafia, violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona a scopo di estorsione, condannati per cui vi fosse pericolo di fuga o per i quali vi fossero specifiche e motivate ragioni per ritenere che avrebbero commesso altri reati. Il 31 gennaio 2012 4.665 detenuti avevano beneficiato di questa misura.

Ci si dimentica sempre del secondo inciso. Piccola riflessione sull’intervento di Celentano al Festival di Sanremo.

Ci si dimentica sempre del secondo inciso. Piccola riflessione sull’intervento di Celentano al Festival di Sanremo.

Pubblicato il 8 marzo 2012 in: Rubriche

Sandro Parziale Stavo scrivendo la bozza per l’editoriale del nuovo numero de L’Alligatore quando sento giungere, dalla televisione nel salotto, la voce di Adriano Celentano. L’ex ragazzo della via Gluck è uno degli ospiti più attesi della 62° edizione del Festival di Sanremo e le polemiche intorno alla sua partecipazione sono nate molto prima dell’inizio [...]

L’applicazione dell’art. 34 del Codice Antimafia ad alcune Filiali della T.N.T. “In odore di Mafia”:  L’esempio milanese

L’applicazione dell’art. 34 del Codice Antimafia ad alcune Filiali della T.N.T. “In odore di Mafia”: L’esempio milanese

Pubblicato il 22 febbraio 2012 in: Diritto, Penale

Federica Ghisleni – La misura di prevenzione della sospensione temporanea dall’amministrazione è un istituto che ha trovato scarsa applicazione da parte della giurisprudenza e poco spazio nei dibattiti della dottrina. Essa è stata aggiunta dal legislatore antimafia accanto alle misure di prevenzione patrimoniali tradizionali del sequestro e della confisca con il D.L. 8 giugno 1992 n. 306 (convertito in legge 7 agosto 1992 n. 356), il quale ha introdotto nella L. 575/65 gli artt. 3-quater e 3-quinquies; stante l’abrogazione della legge in questione a seguito dell’introduzione del Codice antimafia, l’art. 3-quater è stato trasfuso nell’art. 34 senza modifiche e rinominato “amministrazione giudiziaria”. Quando ricorrono sufficienti elementi per ritenere che il libero esercizio delle attività economiche di cui al primo comma dell’art. 34 agevoli l’attività delle persone nei confronti delle quali è stata proposta o applicata una misura di prevenzione, ovvero di persone sottoposte a procedimento penale per taluno dei delitti previsti dagli art. 416-bis, 629, 630, 644, 648-bis e 648-ter c.p., il tribunale dispone l’amministrazione giudiziaria dei beni utilizzabili, direttamente o indirettamente, per lo svolgimento di predette attività.

La “Primavera Araba”, un anno dopo: considerazioni sulla condizione dei migranti giunti in Italia dal Nord Africa

La “Primavera Araba”, un anno dopo: considerazioni sulla condizione dei migranti giunti in Italia dal Nord Africa

Pubblicato il 22 febbraio 2012 in: Diritto, Internazionale-Comunitario

Giulia Camilla De Martini. – Il 14 gennaio 2011 termina anticipatamente il mandato presidenziale del presidente tunisino Ben Ali, fuggito all’estero a seguito delle proteste popolari contro il carovita; all’inizio di febbraio scoppiano in Libia le prime sommosse popolari a cui segue un conflitto armato che vede opposte le forze fedeli a Gheddafi agli insorti del Consiglio Nazionale Libico. Ha inizio la Primavera Araba.

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Formazione e Reclutamento degli avvocati: una proposta di riforma possibile.

Formazione e Reclutamento degli avvocati: una proposta di riforma possibile.

Pubblicato il 12 ottobre 2011 in: Approfondimenti, Riforma dell'Avvocatura, Rubriche

Alessio Fionda. Lo scopo di questo terzo ed ultimo articolo è proprio quello di provare ad ipotizzare una regolamentazione alternativa almeno in materia di formazione, praticantato ed esame di stato ossia dei temi di maggiore interesse per degli studenti di giurisprudenza.
Abbiamo provato a tracciare una riforma che a nostro parere potrebbe davvero riuscire a incrociare gli interessi delle diverse parti in gioco (quelli che gli anglosassoni definiscono stakeholders).

Per questo tipo di operazione abbiamo utilizzato un approccio comparatistico, prestando attenzione da un lato alla regolamentazione adottata dagli altri Stati europei, in particolare a quelli che per tradizione giuridica sono maggiormente simili al nostro contesto, e dall’altro un approccio multidisciplinare sia giuridico-formale che sociale, economico e formativo.

In questa sede, per ovvie ragioni di spazio, daremo conto della comparazione con il sistema francese che per vicinanza di ordinamenti giuridici e tempi della riforma dell’avvocatura può essere considerato un utile termine di paragone.

In Francia, l’accesso alla professione è disciplinato dalla legge n. 71-1130 del 31 dicembre 1971, modificata nel 2004, e dal decreto n. 91-1197 del 27 novembre 1991[1].

La formazione iniziale per avvocati prevede l’ottenimento della laurea in giurisprudenza (maîtrise en droit) della durata di quattro anni o di un diploma equivalente e il superamento di un esame di ingresso ad un centro regionale di formazione professionale (Centre de formation professionelle d’avocat). I candidati ammessi seguono un ciclo di formazione della durata di 18 mesi suddivisi in tre sessioni. I primi sei mesi sono dedicati alla frequenza di corsi e discipline fondamentali. I successivi sei mesi sono dedicati alla realizzazione di un progetto pedagogico individuale che permette all’allievo avvocato di iniziare ad avviare la propria carriera verso una determinata professione. A tale scopo egli dovrà effettuare uno stage presso un’amministrazione, una collettività locale o un’impresa, scegliendo i corrispondenti insegnamenti. L’ultima parte della formazione consiste in uno stage presso uno studio legale. Al termine della formazione il candidato deve sostenere un nuovo esame finalizzato al conseguimento del certificato di idoneità alla professione di avvocato (CAPA). Inoltre grazie ad una riforma del 2004 l’allievo avvocato può essere inquadrato in un contratto di apprendistato alle condizioni previste dal codice del lavoro. In tal caso, il praticante viene remunerato da un tutore (maître de stage) al quale sono assegnati obiettivi precisi, e viene inquadrato dal centro regionale di formazione che può essere riconosciuto come centro di formazione di apprendistato.

Infine l’esame di stato in Francia è poi così strutturato:

- Redazione di un atto di procedura o di un atto giudiziario;

- Esame orale che parte da un dossier di diritto civile, commerciale, sociale, penale, amministrativo o comunitario;

- Esame orale di lingua straniera;

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Quale futuro per L’Alligatore? – Ottavo Numero

Quale futuro per L’Alligatore? – Ottavo Numero

Pubblicato il 18 febbraio 2012 in: News

Quale futuro per L’Alligatore?

Questo che avete tra le mani, assieme al precedente, è un numero particolare de L’Alligatore. Rappresenta, infatti, un giro di boa (spartiacque). Il gruppo storico de L’alligatore sta concludendo il proprio percorso universitario: chi si è laureato, chi è sotto tesi, chi alle prese con gli ultimi esami. E dunque porsi la domanda è quanto mai necessario. Quale futuro per L’Alligatore?

L’interrogativo nasce dall’esigenza di non perdere quello che è stato costruito in questi tre anni di vita della rivista: uno spazio dove gli studenti potessero provare a confrontarsi con la materia che studiamo utilizzandola per leggere criticamente l’attualità. Un modo alternativo di vivere l’Università, complementare a quello, sempre primario, dello studio finalizzato all’apprendimento del ragionamento giuridico, dei principi e delle regole del nostro ordinamento. Noi abbiamo sempre cercato di proteggere il valore aggiunto di questo progetto e vorremmo che anche i nostri successori sentano la stessa responsabilità di fronte a questa esperienza formativa, non la migliore possibile ma di certo uno strumento di crescita personale.

Il numero anche questa volta è per lo più composto da articoli scritti da studenti che hanno conosciuto il progetto in un secondo momento: ragazzi del terzo e quarto anno, perfino del secondo che si sono confrontati per la prima volta con un lavoro del genere. Conoscendoli ci è però parso di capire che si sono avvicinati alla rivista perché ne condividevano lo spirito.

Eppure una risposta definitiva al nostro interrogativo ancora non l’abbiamo trovata: i prossimi mesi saranno fondamentali per capire se questo piccolo strumento potrà continuare a esistere. Allora vi invitiamo a cogliere in questo editoriale un appello rivolto a tutti quelli che, chi in passato chi recentemente, hanno sostenuto e animato L’Alligatore per aiutarci a capire quale risposta dare all’interrogativo che ci siamo posti. Forse, sembrando autoreferenziali, avremmo dovuto coinvolgervi prima e ci scusiamo per il ritardo. Ma ora più che mai abbiamo l’esigenza di farci e farvi questa domanda.

Quale futuro per L’Alligatore?

Vi auguriamo una buona lettura.

La redazione.

Copyright © 2012 L'Alligatore - La Rivista degli studenti della Facoltà di giurisprudenza della Statale di Milano.